Di nuovo Acqua Rossa a Melendugno: il Comitato no-acqua rossa aveva ragione!

23 02 2008

Acqua rossa a MelendugnoMalgrado siano trascorsi quattro anni dal drammatico divieto di utilizzo “per oltre un mese” dell’acqua potabile  distribuita dall’Acquedotto Pugliese a Melendugno, nulla é cambiato!

L’ordinanza di “inibizione ai fini potabili e nella preparazione di cibi e bevande dell’acqua distribuita attraverso la rete AQP che serve l’intera via Roca, in Melendugno, fino al ripristino delle condizioni di conformità della distribuzione” emessa dal Sindaco di Melendugno, Avv. Roberto Felline, in data 21 febbraio 2008, conferma la bontà della lotta portata avanti in questi anni dal Comitato no-Acqua rossa.

Malgrado i proclami di potabilità dell’acqua, la verità é una sola ed é quella che gridiamo ai quattro venti da anni: L’ACQUA DI MELENDUGNO NON E’ POTABILE (perlomeno in Via Roca!). Quale credibilità dare, quindi, al comunicato stampa diffuso da AQP il 29/11/2007, quando scandalosamente affermava: “…sovente i fenomeni di rilevazione di “Acqua rossa” nelle abitazioni sono legati a problematiche degli impianti interni (presenza di filtri ove non é periodicamente effettuata la manutenzione ordinaria, serbatoi delle autoclavi in cattivo stato di conservazione ecc. )” con cui i Melendugnesi venivano praticamente accusati di essere essi stessi, con i loro impianti in cattivo stato di conservazione, i principali  responsabili dei “fenomeni di acqua rossa”? NESSUNA! CREDIBILITA’ ZERO!

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Convegno su Energia e Ambiente

21 02 2008

Martedì 26 febbraio 2008 alle 19:30
Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori
Piazza Italia,10 73100

Lecce
0832/331505
LOCANDINA

Chi dovrebbe partecipare?
Si fa un gran parlare di energia da fonti rinnovabili, ma quanti di noi sono davvero informati sul tema? E’ l’occasione per saperne di più o quanto meno per essere stimolati ad approfondire l’argomento.

Perché?
Perchè è sempre meglio informarsi su temi che riguardano il nostro territorio ed i suoi scenari futuri.

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La raccolta delle firme è iniziata?

20 02 2008

A questa domanda posta da Emanuele su Melendugno.net, ho risposto con il seguente “post” che ripeto uguale per motivi di tempo. Mi scuso per la ripetizione.

No e spiego perché.

L’eventuale referendum sulle biomasse è disciplinato dall’art. 39 dello Statuto comunale che prevede un apposito regolamento (al comma 6), destinato a disciplinare la consultazione comunale. Qualcuno dirà: “E’ logico! Anche un bambino lo capirebbe che una materia così importante ha bisogno di essere regolata da norme precise.”

Giustissimo! Il fatto è che a Melendugno nessuno politico ha mai pensato che fatto l’articolo dello Statuto, a previsione dell’Istituto referendario, qualcuno avrebbe potuto prima o poi chiedere di utilizzare quello stesso Articolo (forse perché, a Melendugno, molto spesso la democrazia è spesso risultata una parola bella, ma priva di contenuto reale).

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10 punti per un referendum a Melendugno

19 02 2008

Di seguito i 10 punti che lo Statuto Comunale prevede per regolare un referendum nel nostro territorio.

1. Un numero di elettori residenti non inferiore al 15% degli iscritti nelle liste elettorali può chiedere che vengano indetti referendum consultivi, propositivi o abrogativi in tutte le materie di competenza comunale.

2. Non possono essere indetti referendum in materia di tributi locali e di tariffe, di attività amministrative vincolate da leggi statali o regionali e quando sullo stesso argomento è già stato indetto un referendum nell’ultimo quinquennio. Sono inoltre escluse dalla potestà referendaria le seguenti materie:
a) statuto comunale;
b) regolamento del consiglio comunale;
c) piano regolatore generale e strumenti urbanistici attuativi.

3. Il quesito da sottoporre agli elettori deve essere di immediata comprensione e tale da non ingenerare equivoci.

4. Sono ammesse richieste di referendum anche in ordine all’oggetto di atti amministrativi già approvati dagli organi competenti del comune, a eccezione di quelli relativi alle materie di cui al precedente comma 2.

5. Hanno diritto a partecipare al referendum tutti gli iscritti alle liste elettorali del Comune da almeno sei mesi.

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I danni degli inceneritori

18 02 2008

Mentre l’Italia vive l’emergenza rifiuti e tutti cercano soluzioni di breve o lungo periodo, emergenziali o risolutive pensiamo sia giusto ricordare alcuni dati scientifici censiti dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (Piemonte) circa l’impatto che gli inceneritori hanno sulla salute di tutti noi. Qualcuno potrà anche decidere di costruire 1000 inceneritori in Italia (o termovalorizzatori come la neolingua affarista li definisce) per affrontare il problema dello smaltimento rifiuti ma è giusto che tutti sappiano che questi impianti producono malattie e non solo la tanto decantata energia da rivendere alla rete elettrica nazionale.

Clicca qui per consultare la tabella





Perché no agli Inceneritori!

14 02 2008
noince.jpg1. L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine

2. L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti
3. Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze.
- le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche
- i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso
- l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare

4. Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti

5. Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici

6. Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti

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Nasce il blog: Associazione Melendugno Nostra

14 02 2008

avatar_associazione_melendu.jpgNessuno dovrà mai bruciare i fanghi di depurazione per produrre energia e troppo facili euro! Nessun bruciatore dovrà mai più intossicarci con i veleni industriali di mezza Europa!

NOI CI OPPORREMO!

Il gruppo di cittadini riunito attorno all’ASSOCIAZIONE MELENDUGNO NOSTRA promuoverà una raccolta firme per impegnare l’Amministrazione Comunale a rifiutare qualsiasi autorizzazione a proposte o progetti di realizzazione di Impianti a Biomasse, Termovalorizzatori, Bruciatori di alcun genere inceneritori, né inceneritori di CDR (Combustibile Da Rifiuti).

I melendugnesi hanno già pagato e continuano a pagare un prezzo altissimo in termini di rischi per la salute (lo testimoniano gli innumerevoli casi di malattie tumorali che hanno interessato la popolazione).

NON SIAMO DISPOSTI A PAGARE DI PIÙ! NÉ ORA NÉ MAI!L’ASSOCIAZIONE MELENDUGNO NOSTRA ESORTA I CITTADINI AD INFORMARSI, A MOBILITARSI E AD ORGANIZZARSI PRIMA CHE (TACENDO) L’IRREPARABILE AVVENGA!DIFENDI LA TUA SALUTA!SOSTIENI L’ASSOCIAZIONE MELENDUGNO NOSTRA!